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Resoconto plenaria 30/10/26 con discussione sui vaccini ai polli

Come da tradizione, iniziamo con il giro di presentazioni. Su proposta di Maria, ciascuno indica nome, gruppo di appartenenza e risponde a una domanda tratta dal censimento 2026: In caso di bisogno, hai parenti non conviventi ai quali chiedere aiuto?

Romeo, Gaspaccio: il fratello o la sorella sono le prime persone alle quali mi rivolgo quando ho bisogno. Irene, Gaspaccio: sì, può contare sulla sorella, sul figlio e sulla mamma. Alice, Caorage: figlia e genitori. Valentina, Caorage: mamma e cugini, al bisogno. Maria, Gaspaccio: genitori, suoceri e cognati. Andrea (che non vedevamo da tanto tempo ma che è stato liberamente costretto a partecipare da Alice): genero e fratello. Massimo, Gaspaccio: ha una famiglia piuttosto “disastrata” e ridotta da diversi lutti, quindi gli sono rimasti pochi parenti a portata di mano. Pietro, Gaspaccio: di parenti ne ha, ma sono troppo lontani e sono stati anche loro ridotti dal tempo. Maurizio e Stefano, Caorage, se la sono cavata arrivando in ritardo… ? La puntualità, a volte, evita presentazioni che vanno anche nel profondo.

Proposte di nuovi produttori

In attesa di Pietro, iniziamo con un punto proposto da Valentina, che sottolinea come le piacerebbe rispondere alle aziende che contattano gli inGASati. Negli ultimi tempi sono arrivate diverse proposte, che Valentina ha condiviso nella chat delle discussioni:

  • un produttore pugliese (Tricarico), che propone olio, mandorle e crema di mandorle. L’olio biologico, per esempio, costerebbe 9 euro al litro. Sicuramente prezzo interessante per l’olio ma abbiamo diversi fornitori in essere;
  • un produttore calabrese di mandarini. complicato gestirlo con anche il buon Salvo che ci fornisce già di agrumi ed ha anche mandorle e prodotti tipici siciliani;
  • un microproduttore di vino di Fognano, con una produzione di circa 660 bottiglie all’anno, che propone il Fannius e sarebbe disponibile anche a organizzare degli assaggi. Produce sia vino bianco sia rosso e si potrebbe provare a testare un prezzo di massima prima di chiedergli il listino,  Pietro suggerisce anche Marco Valmorri, di Lizzano di Bertinoro, che offre Sangiovese biodinamico sfuso a 2 euro al litro…..

Alle 21:17 lasciamo la parola a Pietro

E qui, tra polli, vaccini, allevamenti e sistemi immunitari, la plenaria cambia decisamente…  piumaggio 🙂

Animali allevati e animali selvatici

Pietro contestualizza il suo discorso spiegando dapprima il rapporto tra animali selvatici e animali allevati: il 70% degli animali sarebbe allevato e il 30% selvatico.

Se si considerano i soli mammiferi, le proporzioni indicate diventano:

  • 60% mammiferi allevati;
  • 35% esseri umani;
  • 5% mammiferi liberi.

I primi vaccini e l’esperienza in Guatemala

I primi vaccini, spiega, erano una sorta di “inganno” per il corpo: si utilizzava il virus vivo in piccole quantità, iniettandolo per stimolare lo sviluppo degli anticorpi.

Durante il suo lavoro in Guatemala, Pietro si occupava di vaccinare i polli contro la malattia “Newcastle”. La necessità derivava, spiega, perchè anche a causa della guerra, i polli furono concentrati in spazi ristretti ed iniziò a diffondersi questa malattia.

Quei vaccini venivano somministrati sotto cute oppure tramite gocce nell’occhio. Si stimolavano gli anticorpi della madre, che poteva poi trasmetterli alla discendenza. Se gli animali fossero riusciti a “prendere forza”, si sarebbero poi moltiplicati mantenendo la stessa resistenza.

Oggi, secondo Pietro, sono cambiate le priorità ed è stata rivista anche l’idea stessa di vaccino. Lui sottolinea che il sistema immunitario, tanto nelle persone quanto nei volatili, dipende molto dal contesto nel quale si vive: aria, alimentazione, spazio disponibile e condizioni generali.

Purtroppo, se questi concetti faticano a passare quando si parla degli esseri umani, figuriamoci quando si parla degli animali….

Polli sempre più rapidi in crescita e sempre meno longevi

Il broiler, cioè il pollo allevato per crescere rapidamente, è pronto in circa 36 giorni. Praticamente un pulcino con una certa fretta di diventare grande e finire in forno o in padella.

Le galline ovaiole vivono circa un anno e mezzo, mentre in origine potevano vivere anche sei anni e alcune razze di “filippine” arrivavano fino a dieci anni.

A seconda delle zone esiste un “carico epidemiologico”, che determina la quantità di vaccini da somministrare. Dagli anni Cinquanta ad oggi, un pollo allevato avrebbe ricevuto un numero crescente di vaccinazioni, fino ad arrivare alle attuali 8-10.

La vaccinazione embrionale

Negli anni Ottanta è stata introdotta la vaccinazione embrionale, anche con vaccini multipli somministrati contemporaneamente. Attraverso microsiringhe viene inoculato il vaccino nell’uovo, durante una precisa fase dello sviluppo dell’embrione e comunque prima della nascita del pulcino.

Pietro sottolinea che questi animali non vedono più il sole, vivono accatastati e, in simili condizioni, diventa difficile persino valutare gli effetti effettivi delle vaccinazioni ed il businness che c’è dietro è veramente considerevole.

Quando si ricorre ai vaccini multipli, si considera superata la trasmissione degli anticorpi dalla madre: inoculando direttamente l’embrione si bypassa, di fatto, la naturale discendenza.

Le 8-10 vaccinazioni non avrebbero risolto il problema, perché i virus continuano a mutare. Inoltre, secondo quanto esposto, i vaccini vengono somministrati senza considerare adeguatamente il contesto:

  • concentrazione degli animali;
  • alimentazione;
  • qualità dell’aria;
  • spazio disponibile;
  • condizioni complessive di allevamento.

Il vaccino difficilmente può essere la soluzione se si continua a non ragionare sul “sistema” e si ripone ogni fiducia unicamente nella risposta vaccinale.

Un sistema immunitario che ha continuamente bisogno di nuovi vaccini, secondo il ragionamento presentato, indicherebbe che questi… non stanno semplicemente risolvendo il problema alla radice.

Allevamenti intensivi, aria e territorio

Si fa un accenno anche al Covid. Nel Bergamasco viene indicata un’incidenza superiore del 65% di morti per covid, e queste potrebbero essere anche collegabili alla forte concentrazione di animali allevati in quella zona. Questi allevamenti producono grandi quantità di anidride carbonica e ammoniaca, contribuendo a saturare l’aria e a incidere sui polmoni.

Da qui si torna all’influenza aviaria, un virus che cambia continuamente proprio per la sua definizione: “influenza”.

In quattro regioni italiane sarebbero concentrati circa 100 milioni di polli. La maggior parte dei mangimi arriva dal Sud America, mentre le deiezioni dei polli restano qui, generando problemi di acidificazione dei terreni e degli ecosistemi. Per assurdo dovremmo importare mangime e tornare la navi di deiezioni per cercare di mantenere un equilibrio migliore.

Insomma, il mangime viaggia, il pollo cresce e il “ricordino” resta a noi.

Vaccini a DNA virale e interrogativi aperti

Si arriva quindi ai vaccini a DNA virale. Durante l’esposizione viene riferito che la Svezia sembrerebbe intenzionata a vietarli e vengono espressi dubbi sui possibili effetti e sulle conseguenze future visto he non sono stati fatti dei test appropriati.

Il vaccino a DNA virale somministrato ai polli sarebbe destinato all’influenza aviaria, che, essendo appunto un’influenza, cambia continuamente. Mutando, potrebbe verificarsi anche il passaggio del virus all’uomo … non essendoci sperimentazioni a monte tutto è possibile.

Viene inoltre sollevato l’interrogativo su quali conseguenze possa avere, per l’essere umano, nutrirsi di polli e uova provenienti da animali sottoposti a questi trattamenti. Secondo quanto sostenuto durante l’incontro, non vi sarebbero sperimentazioni sufficienti per escludere ogni possibile conseguenza.

Pietro ipotizza anche che, sottoponendo l’uovo a un vaccino con DNA virale e consumando successivamente la carne del pollo, possano emergere conseguenze impreviste, arrivando a richiamare il caso dei prioni e della cosiddetta “mucca pazza” in quanto possibili.

Se non succede nulla, andrà tutto benone. Se invece dovesse accadere qualcosa, rischieremmo di scoprirlo soltanto … vivendo e sarà certamente impossibile dimostrarne l’origine.

L’alternativa proposta è intervenire sul “sistema”, migliorando la qualità della vita dei polli, così da ridurre o forse azzerare molti di questi rischi e delle relative incognite.

Un parallelo con i vegetali

Negli anni Ottanta la perdita di prodotto vegetale si attestava intorno al 17%; oggi la media indicata sarebbe del 44%.

Pensiamolo applicato alle mele, per esempio: i tanti prodotti che diffondiamo sui meleti,a questo punto, risolvono davvero il problema oppure no?

Occorre lavorare sui dati certi e fare valutazioni basate su questi risultati e cercare di capire come, anche in questi casi, riequilibrare il “sistema di coltivazione”.

E negli allevamenti domestici?

Negli allevamenti domestici i vaccini non sarebbero obbligatori, purché gli animali e i loro prodotti siano destinati al consumo familiare.

A questo punto si spegne la verbalizzazione per capire che possibili soluzioni attuare … chiedete pure a chi c’era notizie in merito. Certi segreti inGASati non possono mica essere affidati tutti alla rete.

Un accenno però lo diamo perchè i regolamenti prevedono che ogni famiglia possa tenere fino a 50 galline e vendere uova in “quantità moderata”, certamente resta la possibilità di interpretare queste norme in maniera differente tra le varie AUSL. Evidentemente anche le galline, attraversando un confine territoriale, possono entrare in un diverso universo giuridico….

Alle 23:00 chiudiamo esausti e con dubbi ma anche con certezze … i dubbi sono sul margine di manovra, le certezze sono sui margini di manovra … 🙂

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Incontri

Incontro con Linda Maggiori del 27/10/26 –

Presenti in 23 circa Linda spiega che La capitaneria di Porto di Ravenna è stata maggiormente trasparente rispetto alle Dogane perché ha rilasciato la sua parte di dati in merito alla richiesta di armi che transitavano dal porto. Lei ci spiega aver fatto una richiesta di “accesso generalizzato agli atti” richiedendo i dati aggregati su export e traffico di armi e transito di armi; questo accesso può essere fatto anche da chi non è direttamente parte in causa. Le Dogane appongono diniego per motivi di sicurezza nazionale e così ha presentato ricorso al TAR che accoglie parzialmente il ricorso e conferma che i dati aggregati vanno divulgati. Le Dogane, con l’Avvocatura dello Stato, fanno appello al Consiglio di Stato per non divulgare nulla. Finalmente l’8 ottobre  sono stati costrietti a comunicare i dati permettendo di apprendere che sono passate 225 tonnellate in un anno (se sono piccole munizioni sono tante … se sono cannoni sicuramente la quantità è inferiore … ma sempre di materiale bellico o al massimo “dual use” si parla)

La maggior parte di queste armi era, semplicemente, in transito.
Hanno comunque imposto il segreto sulle destinazioni di queste armi per non mettere a rischio i rapporti internazionali e nemmeno il TAR ha concesso questa informazione.

Il porto di Ravenna ha le principali destinazioni di container ed Israele è in cima alla classifica dei destinatari.

Anche altri volenterosi stanno perseguendo questa strategia (dell’accesso agli atti)  sui vari porti italiani ed esteri per verificare e in alcuni casi anche bloccare questi export verso Arabia Saudita soprattutto. Un caso molto simile a quello ravennate è a Gioia Tauro che ha bloccato (non sequestrato!) delle forniture di acciaio balistico destinate all’estero. Bloccati perché questo tipo di acciaio non è arma ma potrebbe avere più usi. Per un regolamento europeo questo acciaio deve essere dichiarato precedentemente a che tipo di utilizzo sia destinato e, siccome non è stato fatta questa dichiarazione, hanno bloccato appunto il materiale.

Per i prodotti israeliani da boicottare bds sicuramente indica correttamente le aziende che si possono boicottare. Israele è il primo importatore di armi dall’Italia. Linda sottolinea che i nostri produttori nostrani sicuramente riescono a trarre ulteriore profitto per il fatto che si fregiano del marchio “Combat proved” nei loro prodotti. Evitare di acquistare quanto prodotto nelle colonie illegali è fondamentale e a Ravenna arrivano tantissimi prodotti agricoli da Israele.

Sostenere invece i produttori resistenti palestinesi e di Cisgiordania può essere fatto e bene rimanere attenti perché verranno date indicazioni oltre a quelle già presenti (Andrea Saroldi suggerisce Altromercato sia come datteri che altri prodotti.

Il CNR di faenza studia materiale ceramico ed ha un progetto in corso con il Ministero della Difesa Israeliano per utilizzarlo su armamenti terrestri. La proposta è orientare gli studi verso le protesi di ceramica che potrebbero aiutare l’Ospedale di Betlemme (Ospedale che viene aiutato dalla Diocesi di Forlì).

Anche orientare le catene del bio (esempio Natura Si) o i negozi biologici a fare boicottaggio di questi prodotti potrebbe essere una buona cosa. Linda suggerisce anche di fare mail bombing su Natura sì ma sottolinea che è spesso difficile riconoscere bene le origini dei prodotti.

Sul discorso della leva obbligatoria sembra che ci si stia muovendo in questa direzione perché l’Europa sta facendo regolamenti orientati ad un imminente pericolo di guerra.

CI racconta che la Germania ha provato a fare una campagna volontaria di arruolamento e, siccome si sono presentati in pochissimi, potrebbe essere l’anticamera dell’obbligatorietà.

Si vorrebbe inserire l’obiezione di coscienza anche nei luoghi di lavoro allargando il raggio di azione proprio per permettere ai lavoratori di scegliere liberamente ed in maniera tutelata nel loro incarico lavorativo.

Sempre Andrea Sarldi suggerisce anche questa proposta di legge sull’obiezione (peraltro mancano circa 500 firme al momento al quorum necessario)

Per aiutare Linda si possono acquistare i suoi libri (dal 6 novembre si acquisterà in libreria l’ultimo: “La Logistica delle armi”). Oppure abbonarsi ad altraeconomia o all’Indipendente.

In merito allo sciopero generale del 30 ottobre che è partito inizialmente come sciopero dei portuali, ma che poi è stato portato a livello generale. Sullo sciopero dei portuali il sindacato più attivo è USB e Orsa Porti, in ogni paese ci sono alcuni sindacati molto sensibili sull’argomento. A febbraio ci sono stati 33 porti che si sono già mossi nellam prima manifestazione organizzata, ora sembra che se ne aggiungeranno per arrivare a oltre 130.

Spiega che è bene sostenere i giovani che scioperano (ad esempio a Faenza alle 08:30 di venerdì in Piazza del Popolo). Naturalmente loto non portano solo le questioni del riarmo ma anche attenzione elevata a tutta la parte sociale e sanitaria a cui questo riarmo toglie i soldi.

Spiega Linda che “La Logistica delle armi” nasce da un piccolo dossier che via via è stato ampliato nel tempo grazie ai vari accessi agli atti richiesti alle Dogane ed ai Porti Italiani sui quantitativi di armi che transitano e alle compagnie marittime che si prestano. Ci racconta di MSC che fa molto traffico di container e con un buon traffico verso Israele. Ha anche acquistato diversi terminal container in vari porti (Gioia Tauro e anche in Israele ed a Misurata in Libia oltre che in India). Dall’India, ci spiega,  partono navi immense che poi trasbordano a Gioia Tauro o anche a Misurata (dove ci sono molti meno controlli e opposizioni a questi transiti) vengono poi caricati in navi più piccole e portati in Israele.

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Formaggi Ordini

Ordine parmigiano e burro Persegona – chiusura sabato 7 novembre ore 20.00

Si riparte con l’ordine di una forma di parmigiano intera con stagionatura 24 mesi che poi ci porzioniamo insieme.

Il prezzo di listino per i GAS è a 21€ al kg se arriviamo alla forma intera. Il costo di trasporto lo sapremo solo una volta ordinato (in base a come riescono ad organizzare le consegne anche ad altri Gas).

Aggiungetevi nei commenti indicando il numero di pezzi che  vi potrebbero interessare (meglio se riportate anche una soglia di minimo e di massimo …) e così vediamo se si raggiunge il quantitativo di circa 35 pezzi da 1 kg (più o meno).

Se qualcuno vuole anche ordinare il burro al costo di 3,00€ a pezzo (250 gr) può aggiungerlo nei commenti.

L’ordine chiuderà improrogabilmente sabato 7 novembre ore 20. La consegna dovrebbero essere  la settimana successiva (ancora resta da definire bene dove). Potremmo poi porzionarcela il sabato successivo.

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Ordini

Ordine MAROCCO – scadenza 28/10/26

Buonasera a tutti, abbiamo deciso di aprire velocemente e rapidamente un ordine dal Marocco da inserire nel prossimo giro del furgoncino solidale!

                  SCADENZA GIOVEDÌ 28 OTTOBRE

Nel file qui sotto trovate il listino con i prodotti, i relativi costi e un link di approfondimento per quasi tutti gli articoli.
Per ordinare vi chiedo di scaricare il file, compilarlo nella colonna finale, indicando il vostro nome, e poi rimandarmi il foglio per mail (mstefani92@gmail.com) o whatsapp (3426627768).

Grazie a tutti e buona serata!
Matteo

ORDINE MAROCCO_SINGOLO

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Ordini

Ordine Olio di Margherita

Apre l’ordine dell’ottimo Olio di Margherita, da olive raccolte (anche da valorosi GASisti) nelle colline tra Forlì e Predappio. Quest’anno la raccolta è andata meglio dello scorso e Margherita ha disponibilità anche per noi, approfittiamone!

L’olio è fornito in latte da 5 litri. Chi volesse, eventualmente, un quantitativo minore, potrà ordinarlo, ma dovrà farmi avere le bottiglie da portare a Margherita per essere riempite ad hoc.

Per ordinare, utilizzate il foglio Excel che ho condiviso nel gruppo.

L’ORDINE CHIUDE DOMENICA 1 NOVEMBRE ore 20:00 SilviaG

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Agrumi Frutta e Verdura Ordini

Ordine arance novembre 2026

Ciao a tutti.

apro l’ordine di marzo degli agrumi di Salvo di Rossarancia Sicilia! In questo ordine ci sono  arance da spremuta miste, arance tarocco, e limoni (che si ordinano al chilo),  più alcuni altri prodotti siciliani (marmellate di agrumi, mandorle ecc.) Anche questo mese si ordina tramite modulo Google, che trovate qui.

L’ordine chiude tassativamente sabato 31 ottobre 2026 alle ore 23.59. Gli agrumi arriveranno verso fine novembre 2026. Questo è il link per ordinare.

Buona spremuta a tutti

Gloria

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Furgoncino Riflessioni

Alessandro de “La Casa Rosa” del GPS di Amatrice e la sua visione dell’agricoltura di montagna

Devo mettervi questo video di Alessandro perchè è davvero qualcosa di unico, quasi poetico!

L’amore e la preghiera uniti alla fatica  per portare cibo e seme sulle nostre tavole e sui campi.

Ascoltiamolo oltre che guardarlo. Io ho provato a seminare i suoi fagioli e mi hanno portato frutto quindi sono sicuramente “vita” e solo “vita pura” voglio nella tavola e nei campi che nutrono la mia famiglia!

 

Saluti radiosi

 

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Incontri plenaria

Plenaria inGASata di venerdì 30 ottobre – ore 20:45 alla ex sede degli alpini – Via Fornaci 16/B – Meldola

Nella prossima plenaria avremo il piacere di ospitare l’amico gasista Pietro Venezia, medico veterinario, coautore del libro “Galline felici in permacultura” insieme ad Andrea Minchio (altro gasista da poco arrivato fra noi), un’opera che propone modelli di allevamento rispettosi dell’etologia e dei bisogni naturali degli animali.

L’incontro prenderà spunto da un tema che negli ultimi mesi sta suscitando dibattiti sempre più accesi: la vaccinazione del pollame.

L’argomento è particolarmente attuale perché diversi Paesi europei, compresa l’Italia, stanno valutando o sperimentando strategie vaccinali contro l’influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI), una malattia che negli ultimi anni ha provocato l’abbattimento di milioni di capi e pesanti conseguenze economiche per il settore avicolo.

Un tema che divide

Da una parte troviamo chi considera la vaccinazione uno strumento necessario.

Secondo il Ministero della Salute e l’EFSA, la vaccinazione può contribuire a ridurre la diffusione del virus, limitare gli abbattimenti e affiancare le tradizionali misure di biosicurezza negli allevamenti. Gli enti europei sottolineano però che il vaccino non sostituisce il controllo sanitario, il monitoraggio e le pratiche di prevenzione.

Dall’altra parte emergono domande che meritano attenzione:

  • vaccinare significa affrontare le cause del problema oppure solo le conseguenze?
  • un allevamento realmente sano dovrebbe aver bisogno di un numero crescente di interventi farmacologici?
  • la pressione selettiva sui virus può generare nuovi problemi nel lungo periodo?
  • fino a che punto l’attuale modello intensivo di produzione è compatibile con il benessere animale?

Sono interrogativi aperti sui quali esistono sensibilità diverse e non sempre facilmente conciliabili.

Il nodo dell’allevamento intensivo

Molti osservatori fanno notare che l’influenza aviaria trova condizioni favorevoli in territori caratterizzati da elevata concentrazione di allevamenti avicoli. La stessa documentazione scientifica europea riconosce che le aree ad alta densità produttiva presentano un rischio maggiore di diffusione della malattia.

Questo porta ad una riflessione più ampia.

È sufficiente chiedersi quale vaccino utilizzare oppure dovremmo interrogarci anche sul modello produttivo che rende necessario ricorrervi?

In altre parole: stiamo curando la malattia o stiamo cercando di adattarci a un sistema che tende continuamente a produrre nuove fragilità?

L’approccio della permacultura

Il libro Galline felici in permacultura nasce proprio da una critica all’allevamento industriale contemporaneo.

Gli autori propongono sistemi nei quali le galline possano esprimere comportamenti naturali come razzolare, pascolare, appollaiarsi e vivere in ambienti progettati per rispettarne le esigenze biologiche.

Non si tratta semplicemente di una questione etica.

Secondo la filosofia della permacultura, il benessere dell’animale, la qualità ambientale e la resilienza sanitaria sono elementi strettamente collegati. Un ecosistema più equilibrato tende infatti a richiedere meno interventi correttivi esterni.

Naturalmente anche questa visione pone interrogativi importanti: è applicabile su larga scala? Può garantire produzioni sufficienti? Quali compromessi richiede?

Domande per la serata

L’incontro con Pietro Venezia sarà l’occasione per approfondire insieme alcune domande:

  • Perché si vaccinano oggi le galline ed il pollame in generale?
  • Quali vaccini vengono utilizzati realmente e in quali modalità vengono somministrati?
  • Quali benefici e quali limiti evidenziano gli studi disponibili?
  • Esiste un rapporto tra densità degli allevamenti e diffusione delle epidemie?
  • Un modello basato sulla permacultura può offrire risposte credibili?
  • È possibile coniugare sostenibilità economica, salute animale e qualità alimentare?
  • I capi vaccinati vengono consumati in Italia o possono essere esportati per il consumo anche fuori Italia?

Più che cercare risposte preconfezionate, proveremo a esercitare uno sguardo critico, aperto e rispettoso della complessità.

Perché, come spesso accade, la vera domanda non è soltanto “vaccino sì o vaccino no”, ma quale idea di agricoltura, di allevamento e di rapporto con gli animali desideriamo sostenere.

Vi aspettiamo perchè magari potremmo anche risolvere alcuni nostri dubbi e necessità (vogliamo uova sicure di galline che abbiano razzolato???)

Saluti radiosi!

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Frutta a guscio Ordini

ORDINE NOCCIOLE 2026

Con colpevole ritardo rispetto al messaggio whatsapp, pubblico sul blog l’ordine delle NOCCIOLE BIO DEL PIEMONTE di quest’anno.

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Frutta a guscio

Ordine Castagne dei genitori di Elena – da Acquapartita – chiusura ordine domenica 18 Ottobre 2026 e consegna martedì 20 ottobre 2026

Come anno scorso riapriamo l’ordine di castagne provenienti dal mio castagneto familiare Selvapiana. (Le castagne di Selvapiana sono dolcissime!). Sarà un ordine flash che si ripeterà ogni due settimane, cosi da avere sempre il prodotto fresco appena raccolto. Ogni gasista deciderà poi se e come conservarle

È un castagneto di famiglia e gestito manualmente e con tanta cura dai i miei genitori, oramai ottantenni.
Gestire un castagneto richiede tanto tempo ed energia, soprattutto nella pulizia e manutenzione.
È stato fatto un progetto dai miei genitori di innesto e piantumazione perché alcuni castagni si stavano inselvatichendo e altri sono caduti causa piccola frana.

Per la raccolta delle castagne non si usano macchinari a benzina per una scelta ambientale e di rispetto verso il silenzio di quelle montagne.

I miei genitori hanno sempre selezionato a mano, con granmde cura. Quest’anno hanno deciso di fare solo la selezione delle piccole (per essicarle) e delle bacate (per uso animale o nutrimento suolo) e dunque ci sarà un unico prezzo per le più grosse grosse e le medie.

Prezzo:

6€/kg

Scadenza ordine domenica 18 ottobre

consegna martedì primo pomeriggio alla sede del Gaspaccio –  Meldola.